Cos'è carla lonzi?

Carla Lonzi (Firenze, 6 marzo 1931 – Milano, 2 agosto 1982) è stata una critica d'arte e teorica femminista italiana. Figura chiave del femminismo italiano degli anni '70, è nota per il suo radicale pensiero sulla soggettività femminile e la critica al patriarcato.

La sua opera più significativa è probabilmente Sputiamo su Hegel (1974), un testo fondamentale nel quale Lonzi espone la sua visione del patriarcato e della necessità di una completa liberazione della donna da esso. In questo libro, Lonzi rifiuta le categorie filosofiche tradizionali, in particolare l'idealismo hegeliano, sostenendo che esse sono intrinsecamente maschili e limitanti per l'esperienza femminile.

Un altro concetto centrale nel pensiero di Lonzi è quello di autocoscienza femminile. Per Lonzi, l'autocoscienza non è semplicemente la consapevolezza di sé, ma un processo di radicale autoaffermazione della soggettività femminile, indipendente dalle definizioni e dalle aspettative maschili. Questo processo implica una rottura con il ruolo tradizionale della donna nella società e una rivendicazione del proprio desiderio e della propria autonomia.

Lonzi ha anche contribuito in modo significativo al dibattito sul femminismo con la sua critica al concetto di "doppia militanza," ovvero la partecipazione delle donne sia al movimento femminista che ai partiti politici tradizionali. Lonzi riteneva che questa doppia militanza potesse compromettere l'autonomia del movimento femminista, diluendo le sue rivendicazioni specifiche e subordinandole alle logiche della politica maschile.

Insieme a Carla Accardi e Elvira Banotti, fondò il gruppo Rivolta%20Femminile nel 1970, un collettivo femminista radicale che si concentrava sulla liberazione personale e sulla trasformazione della società attraverso la pratica dell'autocoscienza.

Il suo archivio è conservato presso l'Archivio del movimento operaio e democratico di Roma.